Anticipazione NASpI 2026: ecco come cambiano i pagamenti per chi si mette in proprio

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) ha introdotto una novità di rilievo per i lavoratori disoccupati che decidono di avviare un’attività di lavoro autonomo o un’impresa. L’articolo 1, comma 176, modifica in modo sostanziale le modalità di erogazione dell’anticipazione NASpI in un’unica soluzione.

A partire da quest’anno, l’incentivo all’autoimprenditorialità non verrà più versato interamente in un blocco unico, ma seguirà un nuovo schema di erogazione rateizzato.

Cos’è l’anticipazione NASpI?

Ricordiamo che i beneficiari dell’indennità di disoccupazione NASpI possono richiedere la liquidazione anticipata dell’importo residuo qualora decidano di:

  • Avviare un’attività di lavoro autonomo;

  • Costituire un’impresa individuale;

  • Sottoscrivere una quota di capitale sociale in una cooperativa;

  • Sviluppare a tempo pieno un’attività autonoma già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente.

Le nuove modalità: dal saldo unico alle 2 rate

La nuova disposizione prevede che l’erogazione della prestazione avvenga secondo questo schema:

  1. Prima Rata (70%): viene corrisposta subito, a titolo di acconto sull’intero importo spettante.

  2. Seconda Rata (30%): viene corrisposta come saldo finale. Il pagamento avviene al termine della durata teorica della prestazione e, in ogni caso, non oltre 6 mesi dalla data di presentazione della domanda.

Requisiti rigorosi per ottenere il saldo

Il legislatore ha introdotto vincoli precisi per il rilascio del restante 30%. L’erogazione della seconda rata è infatti subordinata alla verifica di due condizioni fondamentali:

  • Assenza di lavoro subordinato: Il beneficiario non deve aver instaurato alcun rapporto di lavoro dipendente prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la NASpI.

  • Assenza di trattamenti pensionistici: Il richiedente non deve essere titolare di pensione diretta (ad esclusione dell’assegno ordinario di invalidità).

Nota dello Studio: Questa modifica mira a monitorare con maggiore attenzione l’effettivo proseguimento dell’attività autonoma, evitando che l’anticipo venga utilizzato come “ponte” verso un nuovo impiego subordinato.


Conclusioni: cosa cambia per i neo-imprenditori?

Se da un lato la riforma non tocca l’importo totale spettante, dall’altro richiede una pianificazione finanziaria più attenta nelle fasi iniziali di startup, poiché il 30% del capitale previsto arriverà con un differimento di alcuni mesi.

È quindi fondamentale gestire correttamente i flussi di cassa iniziali e assicurarsi di rispettare i requisiti di mantenimento dell’attività per non perdere la quota finale.

Il supporto del nostro Studio

La presentazione della domanda di anticipazione NASpI richiede precisione nei tempi e nella documentazione. Il nostro studio professionale è a vostra disposizione per:

  • Valutare la sussistenza dei requisiti;

  • Inoltrare correttamente la pratica all’INPS;

  • Monitorare le scadenze per l’ottenimento della seconda rata.

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